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Ente per la Gestione del
Parco Regionale di Montevecchia e Valle del Curone

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Cascellore comune

Foto di Cascellore comune
i fiori si sviluppano in infiorescenze allungate.

Specie: Bunias erucago L.
Nome volgare: Cascellore comune
Divisione: SPERMATOFITE
Sottodiv.: Angiosperme
Famiglia:BRASSICACEAE (CRUCIFERAE)
Habitat: prati, incolti erbosi
Fioritura: da Maggio a Luglio
Forma: Terofita scaposa
Durata/Portamento: annuale
(bienne)
Colore del fiore: giallo
Origine: autoctona
Protezione: Raccolta regolamentata

Si tratta di una pianta erbacea generalmente annuale (più raramente bienne), alta fino a 80 cm, con radice a fittone. Cresce negli incolti, nei coltivi e nelle zone ruderali, ma l'uso dei diserbanti e forse la raccolta per usi alimentari, hanno reso la specie ormai rara in Lombardia tanto da dichiararla protetta, seppure non in modo assoluto. L'unica stazione finora trovata nel Parco è stata gentilmente segnalata dall'amico Giancarlo Carozzi, amante della natura e buon conoscitore della flora locale.

I fusti sono eretti, ramificati in alto, ruvidi a causa di piccole protuberanze rossicce (tubercoli), pelosi nella parte inferiore.

Le foglie basali, che si sviluppano in inverno e disseccano a maturazione dei frutti, sono riunite in una rosetta aderente al terreno ed hanno la lamina pennatosetta con segmenti irregolarmente dentati. Le foglie cauline sono oblungo-spatolate con margine più o meno dentato.

I fiori si sviluppano in infiorescenze a racemo allungato su peduncoli patenti e sono simili a quelli di molte Brassicaceae. Hanno 4 petali gialli spatolati lunghi 8-13 mm circondati da un calice saccato (profondamente concavo come un sacco).

I frutti sono siliquette tubercolate, provviste di ali irregolari più o meno pronunciate. Al loro interno le siliquette sono divise in 4 logge contenenti ciascuna 1 seme.

Particolarità:

  • Il nome generico Bunias ha origine incerta, probabilmente deriva dal greco "bounias", nome con il quale si indicava una rapa pelosa, oppure da "buonòs" = collina, ambiente tipico della pianta.
    Il nome della specie erucago si riferisce alla somiglianza con Eruca vesicaria (L.) Cav..
  • La coltivazione e l’uso della pianta in cucina risalgono a temi antichi; oggi, seppur in misura minore, se ne utilizzano soprattutto le foglie giovani e gli steli, consumati crudi o cotti con altre erbe, conditi con olio e sale. Alle volte vengono aggiunte a minestre, con fagioli e altri legumi.
Ultimo aggiornamento:
31/10/2015
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