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Ente per la Gestione del
Parco Regionale di Montevecchia e Valle del Curone

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Lingua cervina, Scolopendria comune

Foto di Lingua cervina, Scolopendria comune
Le fronde, coriacee e lucenti, assomigliano a foglie normali.

Specie: Asplenium scolopendrium L. subsp. scolopendrium
=Phyllitis scolopendrium (L.) Newman subsp. scolopendrium
Nome volgare: Lingua cervina, Scolopendria comune
Divisione: PTERIDOFITE
Famiglia:ASPLENIACEAE
Habitat: sponde, muri
Sporificazione: da Maggio a Agosto
Forma: Emicriptofita rosulata
Durata/Portamento: perenne
Colore del fiore:
Origine: autoctona
Protezione: Protezione rigorosa

Felce cespitosa molto ornamentale con rizoma corto ed eretto. Nel Parco è presente lungo gli argini dei torrenti. Una stazione con numerosi individui è presente in una cava dismessa di arenaria.

Le fronde, coriacee e lucenti, non hanno l'aspetto tipico delle felci ma assomigliano a foglie normali. Sono lunghe fino a 70 cm (quelle degli esemplari trovati nel Parco sono più corte), hanno un picciolo breve e squamoso e lamina lanceolata-lineare con base cuoriforme; il margine è intero e ondulato.

I sori, molto caratteristici, sono allungati, obliqui rispetto alla nervatura centrale e diseguali.

Particolarità:

  • Il nome del genere Phyllitis deriva dal greco "phyllon" = foglia per l'aspetto delle fronde simili a foglie.
    Il nome della specie scolopendrium fa riferimento ai sori lineari che ricordano le zampe della scolopendra.
  • E' una felce conosciuta fin dall'antichità per le sue proprietà officinali. Dioscoride la decantava per la sua capacità di contrastare il veleno dei serpenti e di tenerli lontano da chi avesse bevuto il vino ottenuto dalla macerazione delle fronde. Galeno confermò tali rimedi e aggiunse che la pianta guariva i problemi della milza. Per lungo tempo la Lingua cervina fu apprezzata dalla medicina popolare come terapia contro la tubercolosi polmonare.
    In effetti alla pianta vengono ancora oggi riconosciute proprietà antiinfiammatorie, bechiche, colagoghe, diuretiche ed espettoranti. Della pianta vengono usate le fronde ed il rizoma. Dal rizoma infatti si estrae uno sciroppo per fluidificare il catarro; esternamente vengono impiegate preparazioni per il trattamento di ustioni, stomatiti, gengiviti. Dalle fronde si ricavano preparati usati per le epatiti e le calcolosi urinarie. Recenti studi hanno dimostrato che la pianta ha anche proprietà antivirali. Estratti dalle fronde vengono impiegati in cosmetica per lavare i capelli grassi e per impacchi su pelli delicate.
    Attenzione: le indicazioni farmaceutiche hanno solo scopo informativo; qualunque applicazione e assunzione deve essere prescritta e seguita dal medico.
  • Per il sistema riproduttivo delle felci vedi Athyrium filix-femina.
Ultimo aggiornamento:
24/2/2018
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