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Parco Regionale di Montevecchia e Valle del Curone

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Zafferano selvatico

Foto di Zafferano selvatico
In pieno inverno fiori graziosissimi ci sorprendono.

Specie: Crocus biflorus Miller
Nome volgare: Zafferano selvatico
Divisione: SPERMATOFITE
Sottodiv.: Angiosperme
Famiglia:IRIDACEAE
Habitat: prati
Fioritura: da Gennaio a Marzo
Forma: Geofita bulbosa
Durata/Portamento: perenne
Colore del fiore: lilla
Origine: autoctona
Protezione: Protezione rigorosa

Piccola e graziosissima pianta erbacea alta fino a 10 cm, ritrovata (per il momento) solo in un prato ben soleggiato che spesso già a gennaio regala una fioritura copiosa e spettacolare.

Il bulbo è ovale, ricoperto da guaine membranose brune.

Le foglie basali sono ridotte a guaine; le superiori invece sono lineari (larghe 1-2 mm), erette, lunghe quanto i fiori o più e con una nervatura bianca centrale.

I fiori (1-3), inodori, sono lilla ed hanno 6 tepali esternamente venati di un viola più scuro; nella fauce spiccano: una macchia centrale gialla, le lunghe antere gialle portate su filamenti pelosi e gli stimmi lobati, rosso-aranciati, più lunghi degli stami. 2 spate avvolgono la base dei fiori. Misurano 2-4 cm di diametro.

Il frutto è una capsula.

Particolarità:

  • Il nome del genere Crocus deriva dal greco "Krokos" = filamento e si riferisce ai suoi stimmi lunghi e sfrangiati.
    Il nome della specie biflorus viene dal latino e significa a 2 fiori.
  • Il Crocus in senso lato, è legato ad una mitologica storia d'amore: Krokos infatti era il nome di un giovane greco innamorato perdutamente della ninfa Smilax. Purtroppo però Krokos era un essere umano ed il legame d'amore con Smilax non poteva durare per sempre. Gli dei, che osteggiavano i due amanti, li punirono trasformandoli in piante: Smilax divenne una Salsapariglia (Smilax aspera) e Krokos un Crocus. A causa di questo contrastato amore, il fiore fu associato al simbolo del Desiderio d'amore e venne posto da Greci e Romani sulle tombe degli amanti morti per amore.
    Un altro mito racconta che il fiore sarebbe stato generato dal sangue di Krokos, ucciso involontariamente da Hermes, mentre giocava al lancio del disco.
    Anche nella civiltà minoica il Crocus era considerato sacro e raffigurato sulle pareti del Palazzo di Cnosso, pertanto si può supporre che fosse un fiore legato ad una tradizione arcaica.
    Esso veniva associato sia all'amore nuziale (molte dee e sacerdotesse indossavano vesti di color "zafferano" nei riti matrimoniali e dello stesso colore erano i talami nuziali), sia al mondo degli inferi dove il fiore cresceva nel giardino di Ecate.
    Il simbolo ambivalente di fiore nuziale e funerario è dovuto al fatto che ogni fiore è legato alla Grande Madre che rappresenta il ciclo vita-morte-vita.

Ultimo aggiornamento:
6/10/2015
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