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Ente per la Gestione del
Parco Regionale di Montevecchia e Valle del Curone

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Delibera C.d.A. n. 98 del 17.12.2007

AVVIO DEL PROCEDIMENTO PER LA PREDISPOSZIONE DI UNA VARIANTE CARTOGRAFICA E NORMATIVA AL PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO PER L'AMBITO PAESISTICO DI PIANURA

Il Presidente riferisce quanto segue

L'assemblea dei Sindaci con la delibera A.C. n. 5 del 05.05.2005 aveva approvato una variante al P.T.C. Introducendo maggiori limitazioni all'edificazione nell'ambito paesistico di pianura.
L'art. 17 delle NTA del P.T.C., nella sua forma originaria, prevede la possibilità di edificazione per le necessità delle attività agricole, ivi compresa la residenza dell'agricoltore. Al fine di limitare il consumo del territorio, la variante al P.T.C. proposta, in assenza di una più specifica articolazione del territorio prevista dagli strumenti urbanistici comunali, limitava invece l'edificazione alle sole esigenze produttive (quindi con esclusione della residenza), da localizzarsi nelle adiacenze degli insediamenti preesistenti, e comunque preferibilmente interrati.
L'esame della variante è stato sospeso dalla Giunta Regionale, ritenendo insufficiente l'approfondimento del documento prodotto dal Parco, che avrebbe invece dovuto procedere direttamente alla zonizzazione.
Gli uffici tecnici del Parco si sono attivati per tale approfondimento e le risultanze di tale lavoro sono state sottoposte in varie occasioni al C.d.A.. Inoltre i tecnici ed il Presidente stesso hanno avviato consultazioni con i Sindaci, gli uffici tecnici comunali e con i progettisti incaricati dai Comuni per la predisposizione del P.G.T.
E' ora necessario procedere alla predisposzione di una nuova variante di piano, che risponda a quanto richiesto dalla Regione, di cui proporre l'adozione all’Assemblea dei Sindaci sulla base delle seguenti considerazioni:

CRITICITA' DELL'ASSETTO ATTUALE

L'edificazione finalizzata alle attività agricole teoricamente consentita dal P.T.C. potrebbe invece comportare la sostanziale alterazione di gran parte di questo territorio.
Si può ipotizzare, che a fronte di un eventuale frazionamento delle proprietà e della destinazione dei terreni all'attività florovivaistica, potrebbero comparire alcune centinaia di nuove strutture di discrete dimensioni. E' evidente che ciò comprometterebbe irrimediabilmente qualsiasi sforzo per la conservazione dei valori ambientali. In relazione a ciò il livello di tutela assicurato oggi dal P.T.C. per l'ambito paesistico di pianura si rivela pertanto inadeguato per diversi motivi:

Isolamento ecologico e funzionalità per la rete ecologica (coesivo territorio)

Il progressivo sviluppo dell'edificato a ridosso dei confini del Parco causa l'isolamento ecologico dei sistemi ambientali del Parco. Ciò genera la necessità di un rafforzamento dei sistemi e della rete ecologica all'interno del Parco, sia per quanto concerne le aree ''sorgente'', corrispondente alle aree di valore ambientale di maggior dimensione, che per i corridoi di connessione fra le aree di maggior pregio.

Valore paesaggistico

L'assetto territoriale, soprattutto nel fondovalle dei torrenti Curone, Molgoretta, Lavandaia e Molgora, induce la ''focalizzazione'' delle visuali. Si tratta di aree in genere ben conservate, la loro alterazione diviene causa di un notevole impatto paesaggistico, come dimostrato da alcuni episodi già avvenuti.

Funzionalità dell'economia agricola

Il Parco è stato definito dalla Regione ''agricolo forestale''.
La conservazione e la promozione delle attività agricole è, per effetto della legge istitutiva e delle norme di indirizzo generale del P.T.C., scopo esplicito del Parco.
Un prerequisito fondamentale per la conservazione dell'attività agricola è il mantenimento dei corridoi di sostenibilità ambientale, sempre comunque nel contesto degli indirizzi della politica agricola comunitaria.
La sostenibilità ambientale deve essere cercata nell'estensivizzazione delle colture o nell'applicazione di modelli dell'agricoltura tradizionale.
La sostenibilità economica implica invece la conservazione di dimensioni adeguate per l'attività delle aziende e per il loro rafforzamento. Ciò genera la necessità di prevenire erosioni del territorio agricolo dovute all'edificazione.

Scarsa coerenza fre le diverse indicazioni del p.t.c.

Il PTC, alla tavola 2, individua gran parte della superfici dei fondovalle come aree AFE ed AFN, che l'art. 16 delle NTA destina alla ricomposizione della rete ecologica, anche promuovendo interventi di rimboschimento. Tale indirizzo non trova riscontro nelle norme relative alle attività edilizie.

S.I.C.

Le aree interne al Sito di Interesse Comunitario nell'ambito di pianura non sono gravate da alcun particolare vincolo pianificatorio. Ciò comporta il trasferimento a livello dell'istruttoria per l'autorizzazione paesistico-ambientale e per la valutazione di incidenza delle tensioni conseguenti l'eventuale presentazione di progetti per interventi edilizi.

Aspetti idrologici

Gli studi idrologici hanno evidenziato la notevole sensibilità di molte aree di fondovalle, per le quali dovrebbe essere esclusa l'edificazione.

ASSETTO OBBIETTIVO

L'assetto territoriale che ci si propone di perseguire per l'ambito paesistico di pianura dovrebbe essere caratterizzato da:
destinazione agricola, forestale e naturalistica delle aree nelle valli fluviali, sul resto del territorio, a destinazione agricola, contenimento dell'edificazione all'immediato intorno degli insediamenti esistenti, e sviluppo dell' ''infrastrutturazione'' verde, per il rafforzamento della rete ecologica (siepi e filari). A ciò dovrebbe conseguire quindi il rafforzamento delle aziende agricole esistenti.

CONTENUTI DELLA VARIANTE DI PIANO

La nuova variante deve prevedere quindi una nuova articolazione delle superfici naturalmente comprese nell'ambito paesistico di pianura.

CONTATTI GIA’ INTERCORSI CON LE AMMINISTRAZIONI COMUNALI

Le criticità e gli obbiettivi sopra esposti sono già stati presentati a partire dal mese di ottobre alle Amministrazioni comunali di Montevecchia, Missaglia, Cernusco Lombardone, Olgiate Molgora ed ai tecnici incaricati della predisposizione del PGT di Osnago e Lomagna. I medesimi argomenti sono inoltre già stati discussi informalmente da questo Consiglio d’Amministrazione.

IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

PRESO ATTO di quanto riferito dal Presidente

RITENUTO necessario ed urgente garantire al territorio una maggior tutela con la predisposizione di una variante al PTC da sottoporre per l’adozione all’Assemblea dei Sindaci;

CONDIVISE le finalità della variante;

ACQUISITI i pareri favorevoli espressi ai sensi dell’art. 49 del DL. 267/2000;

CON VOTI unanimi espressi nei modi e forme di legge;

DELIBERA

DI RECEPIRE quanto si qui fatto sull’argomento e pervenuto;

DI AVVIARE il procedimento per la predisposizione DI UNA VARIANTE CARTOGRAFICA E NORMATIVA AL PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO PER L’AMBITO PAESISTICO DI PIANURA, affidando ai tecnici del Consorzio, ed in particolare al Dr. Michele Cereda ed all’Arch.Luisella Mauri, il compito di procedere alla redazione dei necessari elaborati;

DI PROCEDERE alla divulgazione di quanto sopra tramite il sito web e l'Albo del Consorzio;

DI RENDERE la presente con separata votazione unanime immediatamente esecutiva ai sensi dell’art. 134 del DL. 267/2000.

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