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Ente per la Gestione del
Parco Regionale di Montevecchia e Valle del Curone

Sede: 23874 MONTEVECCHIA (LC) - Loc. Butto, 1 - Tel. 039.9930384 - Fax. 039.9930619
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Sito di interesse comunitario

SIC
Perimetro del SIC (600KB)

Il Sito d'Interesse Comunitario ha una superficie totale di 1350 ha ed è interamente compreso nel Parco Regionale di Montevecchia e della Valle del Curone, uno dei più piccoli parchi lombardi, con una superficie di 2350 ha. A sua volta, il Sito include totalmente la Riserva Naturale della Valle Santa Croce e dell'Alta Valle del Curone, classificata quale riserva orientata paesistico-forestale.

Il Sito proposto è collocato in ambiente collinare e di pianalto, lungo le incisioni dei torrenti Curone e Molgorett con un substrato estremamente differenziato. Per i rilievi si osservano substrato lapidei prequaternari e nel pianalto depositi di origine glaciale di età quaternaria, depositi alluvionali e colluviali. La molteplicità di esposizioni e l'articolazione dell'uso del suolo creano le condizioni per un'elevata diversità ambientale.

L'importanza del sito e la sua significatività risiedono, oltre che nella presenza di alcune specie ed habitat di importanza comunitaria, nella sua collocazione territoriale. Si tratta infatti dell'estremo lembo di territorio boscato che, quasi in continuità con le cenosi della collina e della montagna prealpina, penetra nel pianalto industriale, con un forte significato di connessione.

La perimetrazione del sito corrisponde ai limiti di habitats di interesse comunitario, fra i quali alcuni di interesse prioritario, e delle stazioni occupate da specie di importanza comunitaria (Leuciscus souphia, Rana latastei, Alcedo atthis, Pernis apivorus, Lanius collurio, Lanius minor, Perdix perdix italica, Ficedula albicollis, Ciconia ciconia, Picus viridis, Barbastella barbastellus, Asarum aeuropaeum).
In questo ambiente, i fenomeni legati alla dinamica vegetazionale hanno un ruolo centrale nel definire i valori naturalistici.

La cessazione dell'attività colturale su vaste superfici con substrato a scaglia rossa ha consentito negli scorsi decenni l'espandersi delle cenosi del Festuco-Brometalia, probabilmente in passato presenti in forma residua. Tali cenosi sono peraltro coinvolte da processi evolutivi che conducono verso formazioni termofile a roverella e/o verso, o tramite, la fase successionale del Trifolion Geranietea, e sono disturbate dalla ripresa delle attività agricole.
Negli ambiti ecotonali così originati sono presenti varie specie di uccelli di notevole importanza.
Gli habitat forestali di importanza comunitaria delle foreste alluvionali residue dell' Alno-Padion - Alnion glutinosa-incanae, dei querceti di Stellario-Carpinetum sono qui presenti in forma relitta, su superfici estremamente ridotte e parzialmente alterati nella composizione e nella struttura nelle zone di minor alterazione o più interessate da fenomeni di rinaturalizzazione (innalzamento della falda conseguente alla diminuita manutenzione del territorio).
La rimanente superficie forestale è occupata da cenosi a prevalenza di Castanea sativa e Robinia pseudoacacia derivanti in gran parte dall'alterazione delle pregresse cenosi del querco-carpineto, da cenosi termofile di Quercus pubescens, con le varianti a Ostrya carpinifolia e Fraxinus ornus, e con forme di transizione verso cenosi mesofile. L'abbandono colturale di queste superfici già permette il manifestarsi di una dinamica evolutiva che, opportunamente guidata dall'azione selvicolturale, potrebbe consentire la ricostituzione delle formazioni originarie. Rilevante è il fenomeno dell'inversione termica.
In corrispondenza del tratto prossimo alle sorgenti di molti corsi d'acqua perenni, con piccole portate, si osservano rilevanti fenomeni di travertinizzazione con la partecipazione di Briofite, espressione dell'habitat delle sorgenti petrificanti.

Ulteriori habitat sono stati riconosciuti e descritti nell'ambito del monitoraggio eseguito dalla Provincia di Lecco, di cui la cartografia illustra il risultato.

Habitat
Habitat (GIF 1,25MB)
Indicazioni per la valutazione di incidenza sul SIC

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