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Ente per la Gestione del
Parco Regionale di Montevecchia e Valle del Curone

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La flora delle sorgenti petrificanti

Lungo i ruscelli interessati dalla formazione di tufo calcareo sono presenti anche alcuni organismi fotosintetici appartenenti al gruppo delle Briofite: le epatiche ed i muschi. Le Briofite rappresentano un'importante tappa nell'evoluzione vegetale: con esse, infatti, si realizza l'emersione dall'ambiente acquatico ed è a partire da loro che le piante saranno sempre più svincolate dal mezzo liquido e sempre più adattate al mezzo subarereo.

Hepatiche

Hepaticae La classe delle Hepatiche comprende circa 1.900 specie, tutte legate ad ambienti umidi (anche se sono rare quelle che vivono immerse nell'acqua). Presentano foglioline, bi- o plurilobate, solitamente formate da un solo strato di cellule, prive di nervature e, quindi, poco protette dall'essicazione.

Muschi

La classe dei Muschi comprende circa 20.000 specie, diffuse ovunque. I muschi, infatti, insieme ai licheni, sono i vegetali che colonizzano anche le regioni terrestri più estreme. Fusti e foglioline presentano una struttura più complessa rispetto a quella delle Epatiche, anche se il pericolo di essiccamento sussiste ancora. Molti muschi si sono adattati a vivere a stretto contatto con l'acqua; in condizioni di vita acquatica e poca luminosità hanno capacità adattative superiori a qualsiasi altro concorrente. Alcuni di essi contribuiscono notevolmente al processo di travertinizzazione:

Palustrella commutataPalustrella commutata (una volta chiamata Cratoneurum commutatum ) è una specie che vive su substrati ed in acque fortemente calcarei, occupando spesso vaste superfici. Ha la proprietà di accelerare la separazione del calcio dall'acqua, favorendo, così, la formazione di enormi depositi di tufo calcareo. Frequentemente il calcare tende a depositarsi anche tra le sue piccole foglie che risultano incrostate nella loro porzione inferiore. Palustrella commutata cresce in grandi ciuffi compatti, con le singole piantine in posizione subverticale rispetto al substrato di crescita. Grazie alla forma pennata degli individui, questo muschio forma una colonia a maglie piuttosto intricate.

Strutture differenti di travertino si generano a partire da specie diverse di briofite e cianobatteri, seppure altri materiali vegetali e l'ambiente in cui la deposizione chimico-fisica avviene possano influire sulla costituzione della roccia. In particolare, le colonie di briofite costituiscono un'intelaiatura adatta alla deposizione di carbonato di calcio.

Il travertino che deriva da Palustrella è quindi formato da spazi vuoti racchiusi in una impalcatura formata dai fusti incrostati del muschio. La deposizione di calcare avviene però solo nelle parti più vecchie della pianta, che progressivamente muoiono perché completamente rivestite. La sopravvivenza dei muschi è perciò garantita da un continuo accrescimento apicale delle singole piantine.

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