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Ente per la Gestione del
Parco Regionale di Montevecchia e Valle del Curone

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Azioni realizzate nell'ambito del progetto
CONNESSIONE ECOLOGICA LUNGO IL TORRENTE CURONE

Finanziamento: Fondazione CARIPLO e Regione Lombardia

I corsi d'acqua che attraversano il parco (in cui sono riconosciute un'area destinata a Parco Naturale e il Sito di Interesse Comunitario "Valle Santa Croce e Valle Curone" IT2030006, costituiscono importanti corridoi di collegamento con direttrice nord - sud; non solo attraverso il parco, ma anche verso il sistema delle aree protette più meridionali (PLIS del Molgora, sistema dei parchi del Vimercatese).
Proprio per il disegno del territorio e per la riconosciuta importanza dei corridoi fluviali quali elementi fondanti della connettività ecologica appare importante garantire a tali elementi la migliore funzionalità.
In un passato anche recente, i corsi d'acqua, le risorgive, i fontanili, venivano intensamente sfruttati ad uso irriguo e manifatturiero. Recenti ed approfonditi studi promossi dal Parco (anche con il sostegno di codesta Fondazione), hanno evidenziato un disegno del reticolo idrico fortemente rimaneggiato da interventi che si sono succeduti attraverso i secoli, già a partire dall'epoca romana: rettifiche, derivazioni, sbarramenti oggi in disuso costituiscono un'importante testimonianza di un territorio vissuto e sfruttato, ma costituiscono anche, in molti casi, un insormontabile barriera ecologica che interrompe (soprattutto per le specie acquatiche), la necessaria continuità longitudinale lungo il corso d'acqua.

I corsi d'acqua, ed in particolare il torrente Curone, contengono quindi alcuni elementi di artificialità che, se da una parte rappresentano testimonianza di un assetto territoriale ormai scomparso, dall'altra inficiano la possibilità di connessione ecologica lungo i corsi d'acqua.
Nell'ambito di pianura del parco le superfici forestali in fregio ai torrenti sono generalmente di limitata ampiezza, a causa soprattutto di un maggiore sfruttamento del territorio a fini agricoli e produttivi. In alcuni casi, le fasce riparie arboree sono ridotte a poco più che singoli filari.
Le monocolture cerealicole, pur su estensioni territoriali modeste, richiedono massicci apporti di ammendanti e antiparassitari, con potenziale recapito di una parte dei composti alle acque superficiali e sottosuperficiali che intercettano i flussi. I torrenti, proprio perché limitrofi alle aree coltivate e poco protetti da fasce tampone, costituiscono un recapito preferenziale per tali inquinanti.
La ridotta estensione in superficie e in larghezza delle fasce boscate riparie o di altre fasce di tutela (ambiti prativi, incolti) non consente di sfruttare appieno le potenzialità dei corridoi, con penalizzazione della connettività sia a livello locale (tra ambiti collinari boscati a maggiore naturalità e aree di pianura), sia a livello di reti ecologiche provinciale e regionale.

I corsi d'acqua godono di uno status di qualità delle acque soddisfacente, anche in ragione dei limitati apporti esterni.
La presenza di alcune specie ittiche (Lampetra zanandreai, Leuciscus souffia, Padogobius bonelli) e/o acquatiche legate agli ambienti lentici e lotici (Salamandra salamandra, Rana latastei, Hyla intermedia) di interesse conservazionistico europeo motiva la realizzazione di interventi di miglioramento della connettività anche alla scala locale.

Sulla base di queste premesse, si è scelto di intervenire sullo sbarramento "del Bestec" (toponimo locale). Lo sbarramento che un tempo alimentava un canale di derivazione ad uso manifatturiero (filanda), da sempre costituiva una soglia invalicabile per l'ittiofauna locale dividendo il corso del Curone in due segmenti difficilmente saldabili allo stato di fatto.

Il manufatto si è progressivamente deteriorato, continuando però a costituire una barriera insormontabile per la mobilità di specie ittiche e acquatiche lungo il corso d'acqua dividendo, di fatto, il corso d'acqua in due sezioni fra loro non comunicanti.

Inoltre, poiché lo sbarramento aveva incidenza sull'assetto idraulico e idro-morfologico del corso d'acqua, si prevedeva che la rimozione dello sbarramento potesse modificare l'equilibrio del tratto a monte, con potenziale intensificazione dell'azione di incisione.

Proprio per non compromettere le condizioni di equilibrio del corso d'acqua si è ipotizzato di intervenire sull'alveo e sulle sponde a monte del manufatto (indicativamente per una lunghezza pari a circa 300 ml), al fine di:

  • riqualificare le sponde in dissesto lungo l'alveo inciso;
  • individuare e realizzare soglie di fondo inerodibili a monte dello sbarramento da demolire, per contenere il fenomeno dell'incisione che tenderà ad acuirsi una volta rimosso lo sbarramento trasversale.

La progettazione e la direzione dei lavori per l'intervento di sistemazione idraulica sono stati affidati a Dr. Nat. Franco Angelini - Dot. Ing. Amos Baggini- Dott. ssa For. Laura Scenini, previa selezione pubblica.

I lavori sono quindi stati aggiudicati dalla ditta VITALI PIETRO S.R.L., di Cisano Bergamasco, e sono stai eseguiti nel mese di novembre 2015.

Nei mesi di novembre e dicembre 2015 le precipitazioni sono state sostanzialmente nulle.

La scarsità d'acqua nel corpo idrico ha consentito di procedere velocemente nella realizzazione dei lavori di sistemazione idraulica, ma ha poi impedito di verificare l'effettiva funzionalità dell'opera e la sua "tenuta".

A seguito delle precipitazioni del mese di gennaio 2016 si è riscontrata la necessità di apportare delle modifiche, con l'intasamento in pietra di parte delle palificate realizzate.

L'implementazione non si è limitata alla sistemazione idraulica, ma ha compreso anche il potenziamento della fascia ripariale in corrispondenza del tratto oggetto di sistemazione, parte dell'azione 2 del progetto presentato.

Fra febbraio e marzo si è poi proceduto al completamento dell'impianto di potenziamento della fascia ripariale.

Il costo complessivo delle sistemazioni è stato di € 93.544,45.
Il costo complessivo degli impianti e delle cure colturali è stato di € 15.465,59.

Complessivamente è stato effettuato il potenziamento complessivamente di 730 m di siepe ripariale, con la messa a dimora di 1700 piante, lungo un tratto complessivo di 1050 m del corpo idrico, su due sponde.

Per il periodo 2017-2020 le manutenzioni sono state affidate ad un'azienda agricola.

VALUTAZIONE DEGLI ESITI DEL PROGETTO

I lavori realizzati hanno sicuramente consentito un significativo miglioramento delle connessione ecologica sul corso d'acqua, non più segmentato dalla briglia ora demolita. La costituzione di una quinta arbustiva lungo il corso d'acqua o il suo miglioramento consentono di estendere l'aumento della funzionalità della connessione anche all'ambiente adiacente.
Le sistemazioni con lavori di ingegneria naturalistica sono qui da ritenersi particolarmente significative perché ancora fortemente esemplificative.

Parco Regionale di Montevecchia e della Valle del Curone
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