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Ente per la Gestione del
Parco Regionale di Montevecchia e Valle del Curone

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Lo zigolo nero

Zigolo nero Lo zigolo nero Emberiza cirlus è una specie peculiare di ambienti termofili, che frequenta tipicamente i terrazzamenti coltivati, dove a habitat erbacei si alternano arbusteti o colture arboree.

È noto come questa specie sia particolarmente legata ai terrazzamenti coltivati a vigneto: per un verso questa associazione tra vigneto e zigolo nero potrebbe da un lato essere determinata dalle condizioni climatiche che soddisfano sia le esigenze ecologiche della specie di uccello che quelle di questo particolare tipo di coltura. In ogni caso potrebbero concorre a questo legame anche le particolari e favorevoli condizioni ambientali che si instaurano in queste colture, come la presenza di un peculiare strato erbaceo (in particolare laddove vengono privilegiate le conduzioni agricole di tipo tradizionale), e per il fatto di avere spesso nelle vicinanze una corte più o meno diversificata di vegetazione arbustiva, dove la specie generalmente costruisce il proprio nido (a volte può costruirlo anche nelle fessure dei muretti a secco o tra le pietre). Nel complesso quindi il connubio vigneto-zigolo nero potrebbe essere favorito oltre che dalle particolari condizioni climatiche, anche dall'elevata diversità ambientale tipica di questi luoghi e, quindi, da adeguate disponibilità alimentari (semi di piante erbacee e piccoli insetti), posatoi (es. alberi da frutto, vigna) e siti di rifugio e di nidificazione (es. arbusti).

Vigna in autunnoSecondo una stima effettuata alla fine degli anni '80, le coppie nidificanti di zigolo nero nel territorio regionale dovevano essere circa una decina, con un trend peraltro negativo. Per tale motivo la specie in questione merita una particolare attenzione in quanto rappresenta una peculiarità di interesse regionale, la cui presenza dovrà necessariamente essere monitorata per trovare e verificare una tipologia gestionale ottimale, finalizzata alla conservazione ed eventualmente all'incremento della popolazione locale nel tempo.
È verosimile che le attuali tipologie gestionali intraprese per la conduzione e la conservazione dei prati magri (decespugliamento, sfalcio e pascolo con asini), unitamente alla presenza del vigneto, abbiano favorito la presenza e l'espansione della specie: da un unico maschio in canto rilevato nel 1993, oggi nel parco si ha la presenza certa di due maschi territoriali e di una coppia (maschio e femmina) che ha stabilito il proprio territorio proprio all'interno di un vigneto di recente creazione.

Parco Regionale di Montevecchia e della Valle del Curone
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